* Napoli Bloggers! *
Splinder è piena zeppa di napoletani!!Si si, giuro!!Questo spazio si propone di zipparli tutti assieme per farli dialogare sulla loro città e, perchè no, favorirne l'aggregazione (altro ke blog aggregator!!TZè) Live e Virtual......Ai vari partecipanti sarà consentito scrivere posts e avrà il link del suo blog nella lista qui sotto.




ma che tenit' a' ricer'




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*mercoledì, 24 giugno 2009*


10 bufale sul sesso

1. Per evitare di rimanere incinta bisogna lavarsi con la coca-cola o il limone dopo un rapporto sessuale
2. Si può rimanere incinta con un bacio
3. Se prima di un rapporto bevi tre whisky non puoi mettere incinta la ragazza
4. Non si può rimanere incinta se il rapporto dura meno di un minuto
5. La prima volta è impossibile rimanere incinta
6. Non si può rimanere incinte facendo l’amore in piedi
7. Non si può rimanere incinta facendo l’amore in acqua
8. Se fai l’amore di giorno non rimani incinta perché gli spermatozoi escono solo di notte
9. Se fai sesso con un uomo che da ragazzo si è masturbatomolto non rimani incinta perché ha già consumato tutti gli spermatozoi
10. Una donna non può rimanere incinta se durante un rapporto non raggiunge l’orgasmo


* piccerella * a' parlat alle 21:51 *
* apri * commenti (7)


*lunedì, 22 giugno 2009*


http://www.youtube.com/watch?v=vQjZicpWQL4

 

si capisce poco ma sono giusto  50 anni che questo signore canta con una voce incredibile.


* Rosslare * a' parlat alle 20:55 *
* apri * commenti (13)


*giovedì, 18 giugno 2009*


 

IMG_0304

IMG_0308   

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


* ladolcetempesta * a' parlat alle 20:42 *
* apri * commenti (2)


*mercoledì, 17 giugno 2009*


http://www.repubblica.it/2009/06/sezioni/cronaca/napoli-esecuzione/napoli-esecuzione/napoli-esecuzione.html

 

                                                          S E N Z A   P A R O L E


* Rosslare * a' parlat alle 15:33 *
* apri * commenti (14)


*martedì, 16 giugno 2009*


pigliato in prestito da facebucck

ja' troppo forti

me raccumann' rispettateli con devozione :-p


* ladolcetempesta * a' parlat alle 11:11 *
* apri * commenti (10)


*domenica, 14 giugno 2009*


sei meraviglioso.

altro che stupendo...tzè!

emmò te lo dico in una lingua sconosciuta per voi tutti.

senisevyorun!

http://www.youtube.com/watch?v=6FP2-Xs-LAw


* piccerella * a' parlat alle 19:00 *
* apri * commenti (12)


*mercoledì, 10 giugno 2009*


aaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa

ueeeeeeeee

chere' dicit  vui

che succies

a sta povera femmen

osacc soli' che're'

sto' comm a napazz

e o' compleann ra pizz

e i nun pòss festeggia'

nun ma poss veni' a mangia'

che cazz e vit e senza a pizz

quasquas preg a santa margherit

che mann nu pizzaiuol a parte e ca'

ca sap verament fa'

còmm a chell che fànn la'

per il post serio jativill a legger ca' 


* ladolcetempesta * a' parlat alle 13:52 *
* apri * commenti (9)


*venerdì, 05 giugno 2009*


non so dovrei scenderci per almeno un mesetto  intero per convincermi o definitivamente o del contrario;.))

da lontqano come dice signora adriana tutte pare naltra cosa
e lei che e saggia donna non posso darle torto
ma mi ricordo pure che dopo aver letto gomorra disse maro'!! comm'aggi chiagnut ropp' che l'aggi lett
e i l'agg' ritt "che te possin:-))
eppure in quell'occasione mi rispose con una pillola di pazza saggezza leggerlo e come fartelo vedere fal di fuori con tutta n'altra prospettiva
e forse e cosi
napoli sara' cosi per sempre perche viverci dal di dentro tutto pare normale

o forse e proprio la mapoletanitudine in se che porta a prendere tutto come fosse normale anche quello che in altri posti non riterresti propriamente normali

signoradria' la cosa che mi fa malinconia e che un pezzo di te lo hai lasciato andar via a cercare e trovare quello che in genere spetta a tutti nella propria citta' un futuro del tutto normale che tu hai avuto paura che la tua amata citta' non gli avrebbe saputo o potuto dare

sccccccccccc sono solo spezzoni di una napoli in quotidiana normalita' come quella di vedere andare via i propri figli di cui ogni tanto sembri marigna


* ladolcetempesta * a' parlat alle 14:04 *
* apri * commenti (48)


*domenica, 31 maggio 2009*


Vandali sfregiano

la tomba di Totò
Rubato lo stemma.

se non bastasse

Profanata anche

la cappella del tenore

Enrico Caruso

come letto nell'articolo ho anche io la sensazione come se napoli si fosse incattivita e aggiungerei incarognita e non avesse piu rispetto piu' per nessuno

ma quando lo si perde anche per i morti si puo' esser certi d'essere caduti davvero tanto in basso


* ladolcetempesta * a' parlat alle 21:39 *
* apri * commenti (12)


*giovedì, 28 maggio 2009*


Napoli, il Comune torna ad assumere:
«Ottocento posti in tre anni»

noooooo nell'era dove nessuna pubblica istituzione assume piu' nell'era dove al nord  ci sono piu disoxxupati cassaintegrati dei lavoratori

al sud si assume ben 800 persone

e ditemelo se e vero che vengo a lavorare la'

prima di finire per strada

sara' na bufala sara' uno scherzo giornalistico

o solo propaganda elettoralistica??

pssss

Napoli, Comune con troppi debiti
e pochi incassi: bocciatura dalle banche

NAPOLI (28 maggio) - Il Comune di Napoli affonda nei debiti, non riesce a riscuotere i tributi (cittadini morosi dopo il caso rifiuti) e ha una quasi totale assenza di liquidità....

emm vabbe' taccio perche' piu che un'ossimoro

(e qui' mi viene na battutaccia)

"ame me par na strunzat'"


* ladolcetempesta * a' parlat alle 18:20 *
* apri * commenti (2)


*mercoledì, 27 maggio 2009*


allora visto che con la cazza integrazione la vita addiventa dura

noi che siamo in fondo dei coglioni piuttosto che farci prendere dalla dosperazion

la buttiamo sul ridere

direttamente dall'email al blog

e scritta su nardonardo ma in fondo son sicura che la sta facendo girare il buon burlone ma no ma no no santoberluscon ma il suo tappett che e'  fissato coi tornelli

buone risate

Un pensionato pubblico muore, si presenta alle porte del Paradiso e dice a San Pietro:
"Ero un dipendente pubblico in pensione e vorrei stare con i miei colleghi se possibile."
San Pietro guarda sul suo librone e risponde:
"Dipendente pubblico? Ma qui non ci sono dipendenti pubblici, sono tutti giù"
L'uomo un po' abbacchiato si reca giù al Purgatorio e davanti all'Angelo fa la stessa richiesta:
"Sa, io ero un dipendente pubblico in pensione e vorrei stare con i miei colleghi se possibile."
L'Angelo del Purgatorio risponde:
"Dipendente pubblico? Qui non ci sono dipendenti pubblici, sono tutti giù"
Allora, disperato, si avvia giù verso l'Inferno pensando:
"Ma eravamo così nel peccato da finire all'inferno?"
Arriva davanti al diavolo e con un fil di voce dice:
"So che può sembrarle una richiesta assurda, ma ero un dipendente pubblico in pensione e vorrei stare con i miei colleghi se è possibile."
Il diavolo gli risponde:
"Guardi, qui non c'è neanche un dipendente pubblico! Sono tutti giù"
Il pensionato esasperato chiede:
"Ancora più giù? Ma giù dove?"
"Giù... alle macchinette del caffé!!!"


* ladolcetempesta * a' parlat alle 10:22 *
* apri * commenti (6)


*lunedì, 25 maggio 2009*



* affabile * a' parlat alle 16:55 *
* apri * commenti (8)


*martedì, 19 maggio 2009*


Ho trovato molto interessante questo articolo di Sergio De Santis (che non conoscevo) sul mattino di ieri:


Le cose non sono quasi mai come appaiono in superficie. È il caso del delitto di Marechiaro, una vicenda che si è rivelata più complessa di quanto sembrava. La dinamica vittima-carnefice è parsa subito chiara. Due rom - uno di venticinque, l’altro di appena quattordici anni - hanno derubato e ucciso (le rispettive responsabilità saranno poi accertate) un pensionato quasi ottantenne nella sua abitazione. Cronaca nera, nemmeno tanto straordinaria, visti i tempi. Poi si viene a sapere che il quattordicenne è sposato (è costume dei rom sposarsi ancora quasi bambini). Ed ecco che vengono alla luce nuovi particolari, storie torbide di ambigui rapporti con la vittima, di violenze fatte o subite. Il tutto a soli quattordici anni, l’età in cui un ragazzo esce dall’infanzia e inizia l’adolescenza, preparandosi a diventare un uomo. A quell’età normalmente, finite le medie, con i genitori si decide in quale tipo di scuola proseguire gli studi. A quell’età normalmente si hanno i primi turbamenti amorosi e magari la primissima storia con la ragazzina della classe a fianco. Si inizia a sognare il motorino o il campeggio con gli amici. Si comincia a recidere quel cordone ombelicale con la famiglia, che fino a poco prima era stata il centro del mondo che ci si prepara ad esplorare. Tutto questo se si ha la fortuna di nascere in una famiglia normale della civilissima Europa. Se invece nasci sì in Europa, ma sei un rom, le cose possono complicarsi e molto. Le feroci violenze di cui alcuni di loro si rendono protagonisti spingono a pericolose generalizzazioni razziste, a invocare «rimpatri forzati» anche per loro che tradizionalmente una vera patria non ce l’hanno, ma che spesso nascono in un paese qualsiasi dove li ha portati una delle tante migrazioni, e dove magari decidono di rimanere.
Di fronte ai vari episodi di violenza è facile arrivare ad uno di quei foschi sonni della ragione che generano mostri. Invece proprio in questi momenti bisogna ragionare e molto. Non è possibile che un ragazzino, rom, islandese, italiano, a quattordici anni abbia già vissuto tutto e il contrario di tutto in un’esistenza che si è bruciata subito, prima ancora di cominciare. La cruda storia di questo adolescente non è così dissimile da tante altre vissute nelle nostre città, tra la nostra gente. Storie dove l’infanzia viene negata, violata. È più semplice convincerci che l’orrore appartiene solo a questa o a quella etnia, che noi gente civile e perbene non c’entriamo nulla. Invece c’entriamo, eccome: non è possibile tollerare che dei minori, quando va bene, siano costretti all’accattonaggio o ad azioni ancora più degradanti. Il nostro Paese, e lo sancisce la Costituzione, garantisce a tutti il diritto all’educazione scolastica senza differenze di razze o di classi sociali. Né la necessità di rispettare le culture «altre» può arrivare a una demagogia pericolosa per tutti. Non si rispettano i minori negando loro un minimo di istruzione e di contatto sano con i coetanei. Agli italiani la legge impone l’obbligo scolastico per i figli, e se qualcuno è indegno di essere genitore gli viene addirittura sottratta la patria potestà, e così deve essere. Tutto questo vale solo per alcuni e per altri no? Non vale certo per C.F.H., come le cronache hanno battezzato il ragazzo per rispettarne la privacy. C.F.H. che non ha avuto nemmeno il tempo di conoscere qualcosa di diverso dall’orrore. Chi racconterà mai la vera storia di C.F.H., vittima e carnefice? È difficile narrare le umiliazioni, la solitudine assoluta, il male del mondo che si materializza in un ragazzino. Male che dal mondo nasce e al mondo viene restituito. Per capire davvero questi inferni bisogna esserci passati. Nessuno conoscerà mai del tutto la vera storia di C.F.H. e dei suoi tanti compagni di sventura sparsi per il mondo. Presto ce ne dimenticheremo, almeno fino al prossimo dramma racchiuso nelle sole iniziali di un nome e di un cognome. Sergio De Santis


* affabile * a' parlat alle 12:04 *
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*domenica, 17 maggio 2009*


Pubblico l'articolo di Marco Rossi Doria  sulla marcia di oggi di cui spesso si è parlato in Napolibloggers, laico che più laico non si può che riprende tra l'altro la vergogna del manifesto del PD:

Il falso mito dell´accoglienza   

MARCO ROSSI-DORIA  

A un anno dall´assalto ai campi rom di Ponticelli si tiene in città una manifestazione per ricordare e per riflettere. È un´occasione civile importante. Che chiama a un esame impietoso di noi stessi.

Come italiani e come napoletani. Perché l´anno che è passato non è stato un buon anno per l´Italia in fatto di sentimenti e di azioni volte all´effettiva difesa dei diritti di tutti. Tanto è vero che il Capo dello Stato chiama a vigilare contro la crescente xenofobia e che, per la prima volta nella storia, è in atto un aperto conflitto tra il massimo garante posto a tutela dei diritti umani a livello planetario - le Nazioni Unite - e il governo del nostro Paese.  
Ma anche a Napoli - bisogna pur dirlo - stiamo vivendo un tempo cupo, che vede la città profondamente divisa tra chi è preso dalla regressione razzista e chi si batte per una civiltà dei diritti.

E sono i nudi fatti a dircelo, a partire proprio da quelli di un anno fa a Ponticelli. Ricordiamone la triste sequenza. Mentre le autorità annunciavano lo sgombero legale, per ragioni igienico-sanitarie, di alcuni campi rom lasciati per decenni all´abbandono, bande di giovani e meno giovani, spesso con precedenti di mala, assaltavano le baracche rom e le bruciavano, lanciando molotov dai motorini, mirando non solo ai luoghi ma alle persone. Nelle strade vicine, dinanzi alle telecamere della Rai, si urlava in loro convinto sostegno perché si dovevano "vendicare i furti di bambini", un´accusa antica, che - nella storia umana - ha sempre accompagnato la persecuzione dei gruppi minoritari da parte di maggioranze frustrate dalle persistenti povertà e aizzate dalle menzogne. A Ponticelli ci si riferiva in quelle ore a un episodio di intrusione in una casa del quartiere da parte di una minorenne, subito assicurata alla giustizia e sulle cui circostanze e responsabilità la magistratura stava già indagando.

Ma a Ponticelli, come nei pogrom nella Russia zarista, il pregiudizio si mescolava anche agli interessi più grevi. E presto gli incursori rivelavano ai giornalisti che le attività illegali dei rom facevano aumentare la presenza, per loro fastidiosa, della polizia nel quartiere e che i rom erano loro diretti concorrenti nell´accumulazione di ferro, alluminio e rame da rivendere. E, infatti, bruciato il primo campo, i poliziotti erano costretti ad allontanare le bande di predatori che intendevano "riprendersi rame e ferro". Intanto i Tg della sera riprendevano gruppi di donne del quartiere che ballavano e urlavano come nelle feste delle orde; e esaltavano la vendetta contro la comunità rom in quanto tale, rea di essere tutta intera "ladra di bambini". Un adagio cupo, che fin dal Medioevo ha accompagnato l´attacco agli ebrei e agli zingari d´Europa, fino alla Shoah.

Così lo sgombero legale è stato sostituito dall´assalto incendiario contro chi è diverso. Così lo Stato ha ancora una volta perso il monopolio della forza. E il diktat della camorra di quartiere si è sposato con la crescita del pregiudizio xenofobo. Il "sistema" ha fatto le ronde per assicurare il quieto vivere dell´economia illegale di sempre, mentre annunciava di "proteggere la popolazione dagli zingari cattivi".

Resterà nella memoria negativa di Napoli il fatto che roghi e assalti hanno costretto alla fuga notturna circa 500 persone - vecchi, donne, bambini inermi - protette solo dai poliziotti e dai volontari della Caritas e della Comunità di Sant´Egidio.

E resterà nella memoria positiva che questi volontari - circondati da una folla attrezzata al linciaggio - hanno coraggiosamente trovato i furgoni e le auto per portare in salvo, viaggio dopo viaggio, decine di persone, sistemandole per la notte nelle case di cittadini civili di questa città.  
L´indomani, alla fine del saccheggio, bande di squadristi rovistavano tra le povere cose lasciate. Ma nelle aule dell´88° circolo didattico dove, di lì a breve, avrebbe dovuto concludersi un progetto tra bambini rom riconquistati alla scuola pubblica e altri bimbi del quartiere - un lavoro basato sulla narrazione di fiabe rom, "che uniscono" - i bambini di Ponticelli coinvolti nel lavoro didattico piangevano disperati: "Abbiamo visto i nostri compagni di classe fuggire piangendo tra la folla inferocita".

E la politica? Mentre venivano lanciate le molotov i partiti tacevano sulle violenze e insistevano sullo smantellamento dei campi. E il Pd affiggeva un manifesto per le vie della sua roccaforte elettorale che resterà un´onta nella sua storia, perché confondeva rifiuti e presenza rom chiamando alla loro immediata cacciata dal quartiere, mentre le bande erano già all´assalto. Ma quel che è ancor più grave è che nessuno con una funzione di rappresentanza politica è stato lì sul posto insieme alle forze dell´ordine. Né un parlamentare né un solo rappresentante di Comune o Provincia o Regione. Nessuno è stato in grado di parlare con le due parti.

Queste cose sono avvenute nella nostra città e - per la loro inaudita gravità - sono state oggetto di studio e riflessione da parte degli studiosi del razzismo e delle persecuzioni dell´Europa intera. E purtroppo non sono cose restate isolate. Anzi. Da allora ci sono stati il massacro di lavoratori neri a Castel Volturno, i cortei contro gli stranieri nella zona occidentale, il pestaggio di un ragazzo italiano perché non era bianco, l´astio contro alunni rom di una scuola elementare sol perché una bimba rom era risultata positiva al test della Tbc, la separazione "d´autorità" di una mamma africana dal suo bimbo appena nato in un ospedale cittadino. Di fronte a tutto ciò sono poco credibili le ricorrenti prediche auto-assolutorie sulla nostra solida natura accogliente ed è tempo che si torni anche a Napoli a un nuovo impegno sui diritti umani e civili.



* affabile * a' parlat alle 09:13 *
* apri * commenti (12)


*giovedì, 14 maggio 2009*


Marcia per la convivenza Pacifica

Domenica 17 maggio 2009  ore 17,30

Da Piazza del Gesù a Piazza Municipio

 

 Hanno aderito:   Consulta Diocesana Laici di Napoli - Chiesa Ortodossa di Romania - CGIL, CISL, UIL, UGL - Chi Rom e chi no - Libera -    Coordinamento Campano Familiari Vittime Innocenti di criminalità  -     Fondazione Premio Napoli -

Con il patrocinio del Comune di Napoli

 

Segreteria organizzativa: Tel. 0815511177 – Fax 0815800059 – e mail santegidio.napoli@tin.it

 

Il 12 maggio 2008 ripetuti attacchi condotti con bottiglie incendiarie contro i campi rom del quartiere di Ponticelli costrinsero alla fuga centinaia  di persone, in larga parte bambini e donne. Si è trattato di una brutale esplosione di intolleranza contro un popolo che è stato vittima di tanta violenza nella storia. I fatti di Ponticelli hanno svelato un volto intollerante di Napoli ed hanno segnato una ferita ancora aperta per la coscienza cristiana e civile della città, come sottolineò con molta forza il cardinale Sepe. Altri episodi si sono succeduti in questi mesi, ai danni di immigrati e nomadi.

A un anno di distanza la Comunità di Sant’Egidio ha scelto di promuovere una marcia per la convivenza pacifica nella nostra città: Napoli deve riscoprire la sua vocazione ad essere città per tutti, accogliente ed ospitale.

E’ questo lo spirito dell’iniziativa a cui La invitiamo, più che mai convinti che sia necessario trovare insieme  le ragioni di una convivenza pacifica affinché Napoli ritrovi il suo vero spirito di città accogliente, aperta al dialogo, vicina al bisogno dei poveri.

Un corteo festoso partirà da piazza del Gesù alle 17,30 e attraverserà le strade del centro cittadino, aperto da tanti bambini, italiani e rom. A Piazza Municipio la manifestazione si concluderà con alcune testimonianze e con la lettura di un messaggio del Cardinale Sepe.

 

Invitiamo tutti a unirsi a questa marcia

per testimoniare il vero volto solidale della nostra città.


* affabile * a' parlat alle 14:49 *
* apri * commenti (12)


*domenica, 10 maggio 2009*


uazzzz e che murtorio

e facinmancell quatt' resat

( scccc non lo dite in giro la tempesta che ride

sia mai mi rovino la reputazione )

tanto per non ridere sepre dietro alle spalle

dei nostri politici puveriell........

( che in verita' sò lacrim trasformat  )

questi l'ho trovati in un gruppo di faccebùcchinar

( e over òggiur se chiammn' accussi

comunque jammebell rerimm nu poc'
Ecco alcune frasi trovate su cartelli e annunci...


(PANIFICIO)
QUANDO VI DIVENTA DURO
VE LO GRATTUGIAMO NOI GRATIS
E META' CE LO TRATTENIAMO”
“PANE FRESCO CALDO”

(VENDITE IMMOBILIARI)
“VENDESI GELATERIA, LIQUIDO TUTTO”
(in una palazzina in vendita
con officina artigianale
“SI VENDE SOLO IL DAVANTI,
IL DIDIETRO SERVE A MIO MARITO”

(MOBILIERE)
“SI VENDONO LETTI A CASTELLO
PER BAMBINI DI LEGNO”
“SI VENDONO MOBILI
DEL SETTECENTO NUOVI”

TACCHINI E POLLI, A RICHIESTA
SI APRONO LE COSCE”
“CARNE BOVINA OVINA CAPRINA
SUINA POLLINA E CONIGLINA”

(POLLERIA)
“POLLI ARROSTO ANCHE VIVI”
“SI AMMAZZANO GALLINE IN FACCIA”

(SFASCIACARROZZE)
“QUI SI VENDONO AUTOMOBILI
INCIDENTATE MA NON RUBATE”

(FIORAIO)
“SE MI CERCATE SONO
AL CIMITERO.....VIVO”
“SI INVIANO FIORI IN TUTTO
IL MONDO VIA FAX”

(ABBIGLIAMENTO)
“NUOVI ARRIVI DI MUTANDE, SE
LE PROVATE NON LE TOGLIETE PIU'”
“NON ANDATE ALTROVE A FARVI
RUBARE, PROVATE DA NOI”
“IN QUESTO NEGOZIO DI QUELLO
CHE C'E' NON MANCA NIENTE”
“AL REPARTO BAMBINI 3 AL PREZZO DI 2”
“SI VENDONO IMPERMEABILI
PER BAMBINI DI GOMMA”

(AUTOFFICINA)
“VENITE UNA VOLTA DA NOI E NON ANDRETE
MAI PIU DA NESSUN' ALTRA PARTE
“SI RIPARANO BICICLETTE ANCHE ROTTE”

(DERATTIZZANTI)
“QUI ULTIMA CENA PER TOPI”

(FERRAMENTA) SEGA A DUE MANI
E A DENTI STRETTI: 50 EURO

(LAVANDERIA)
SI SMACCHIANO ANTILOPI

(NEGOZIO DI MANGIMI)
“TUTTO PER IL VOSTRO UCCELLO”


* ladolcetempesta * a' parlat alle 19:16 *
* apri * commenti (2)


*domenica, 03 maggio 2009*


Bisogna riscaldare il muscolo
assopito della consapevolezza.
Luogo:PAN - Palazzo Arti Napoli
Ora:giovedì 7 maggio 2009 19.00.00
piccirella hai ragone quindi aggiungo questo
cosi risulta piu' comprensibile anche senza iscriversi su faceb.
Al PAN di Napoli (Palazzo Arti Napoli) sarà proiettato il 7 maggio alle ore 19:00 "’A camorra...song io?", il documentario del fotoreporter- videomaker Salvatore Sparavigna.

Dopo l’anteprima nazionale a Casal Di Principe, in occasione della la XIV Giornata nazionale della memoria e dell’impegno per tutte le vittime delle mafie, e dopo la proiezione al MAV di Ercolano (Museo Archeologico Virtuale) ndel 29 aprile u.s., il lavoro viene riproposto al PAN di Napoli dove, oltretutto, sono state realizzate molte delle interviste agli stessi protagonisti del documentario.

Al PAN, infatti ci fu il primo "LeggoSaviano", in cui tutta la città si mobilitò manifestando solidarietà allo scrittore Roberto Saviano, e quella lettura collettiva fu accompagnata dallo slideshow di alcune imagini storiche dell'archivio fotografico di Salvatore Sparavigna il quale, proprio in quell'occasione decise di dar vita al suo documentario, intervistando alcuni degli invitati alla lettura di Gomorra.

L’iniziativa ha il plauso della dirigente del PAN l'architetto Marina Vergiani e dell'Assessessore alla Cultura di Napoli Nicola Oddati che hanno accolto favorevolmente questa opportunità.

Il 7 maggio alle ore 19 ‘’A camorra…song io?’’ al PAN di Napoli - via dei Mille, 60.

La tua risposta

Altre informazion

della serie ò nvitat' pò nvità

Gli ospiti sono autorizzati a invitare gli amici e conoscenti a questo evento.


* ladolcetempesta * a' parlat alle 20:02 *
* apri * commenti (3)


*lunedì, 27 aprile 2009*


Ed eccomi qui, il sabato l' ho passato nell' annuale fiera delle pulci che si tiene alla Mostra D' Oltremare a Napoli, dove ero stata da bambina, ma ero troppo piccola per ricordare....che dire, è molto grande, si gira a lungo e si vende un bel pò di roba. Davvero di tutto, mi ricordava da morire una vecchia pellicola della Disney, Pomi d' ottone e manci di scopa, quando vanno a Portobello Road. Più o meno era quellla l' atmosfera. Io personalmente sono attirata dai vecchi libri. Già di solito scavo nei carrettini, quindi questo posto suscitava in me una certa attrazione. Ho comprato diverse avventure di Sherlock Holmes.

ps Ho trovato anche la canzone del film Disney, ma purtroppo solo in inglese

buon ascolto! 


* kymma * a' parlat alle 15:36 *
* apri * commenti (15)


*venerdì, 24 aprile 2009*


Napoli, venti

di guerra ai Quartieri

povera napoli mia

vorrei non sapere leggere vorrei che non esistessero i telefoni cosi avrei nel cuore il solo ricordo dei miei quartieri spagnoli

una scugnizza amareggiata

questa e i'altra faccia della medaglia che rappresenta la camorra sentirsi amareggiati quando ti chiedono dove sei nata e io che ne sono fiera nel dirlo ho una fitta al cuore


* ladolcetempesta * a' parlat alle 10:46 *
* apri * commenti (60)


*lunedì, 20 aprile 2009*


sciopero


* ladolcetempesta * a' parlat alle 12:45 *
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*giovedì, 16 aprile 2009*


"" La faccia della camorra""
Qual è la faccia della camorra?
quando pensi alla camorra
di chi è la faccia che immagini?
Divertitevi a rispondere!
potete farlo qui' pero' se fossi in voi visto che ci stanno studiando su sarebbe carino magari rispondere anche da loro che hanno pensato questa domanda che da molti spunti di riflessione e molte possibbili risposte
magari se mettete l'eta' e la vostra provenienza sarebbe carino e completativo per la risposta e la ricerca ( io la so la vostra provenienza e la vostra eta' ma giuro non la diro' nemmeno sotto tortura )


* ladolcetempesta * a' parlat alle 22:20 *
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*lunedì, 13 aprile 2009*


 LA PASQUETTA DI KYMMA

Ebbene rieccoci qui fanciulli cari, di ritorno da Sorrento, dopo aver trascorso la Pasquetta di rito in questo verdeggiante lido. Anche se a dire il vero, Sorrento la preferisco di più quando non è Pasquetta, perchè una delle mie mete preferite è la villa panoramica, che ahimè è chiusa il giorno di Pasquetta. Ma in fondo fanno bene a chiuderla. Perchè il lunedì d' albis, Sorrento viene assalita da una vranga ( tradotto un mucchio) di napoletani distruttori che mi fanno vergognare di essere napoletana. I napoletani li distingui subito dagli stranieri (purtroppo). Vabbè caliamo un velo pietoso... stavolta ecco il souvenir che mi sono portata, una bella bottiglia di crema di limone, che si produce solo lì. Come al solito i prezzi sono carissimi, accessibili solo alle turiste tedesche ed ai giapponesi. Le cose carine partono sui 7-8 euro roba che se vuoi portare un paio di regalini, un cinquantone se ne parte sicuro! Dovrebbero fare un prezzo variabile, sconto per i napoletani, invariato per i nippo-tedeschi hehehehe beh per ora è tutto, raccontemi le vostre Pasquette varie! Baci baci


* kymma * a' parlat alle 19:22 *
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*mercoledì, 08 aprile 2009*


Guardando le immagini di questi giorni si resta davvero atterriti , esausti , immobili ... terrorizzati ... mentre guardiamo il TG gli occhi di mia madre sgorgano lacrime , lei conosce quella paura , quel terrore , Potenza 1980 , io ero troppo piccolo per ricordare , ma lei non lo dimenticherà mai , certe cose non si dimenticano ... I miei ricordi vanno però a 19 anni fa , 1990 , il 5 Maggio , "ei fù siccome immobile" ma nulla rimase immobile ... casa di mia nonna ... mi piaceva tanto andare a dormire da lei , sotto casa c'era un giadinetto con le giostrine e tanti bambini , è incredibile quanto si può essere felici quando si è bambini ... in quei giorni non c'era scuola per le elezioni , io dormivo felice , saranno state le nove e qualcosa ... lo schianto di un tuono infinito ... mia nonna che corre nella stanza , qualcosa mi colpisce , gli scaffali mi lanciano oggetti addosso , le mura sembra mi si vogliano chiudere addosso ... il terremoto ... quando finì non riuscivamo a parlare , non riuscivamo a piangere , comporre un numero di telefono per assicurarci dell'incolumità dei nostri cari era un'impresa ardua , scendere la rampa di scale che ci separava dalla strada era una missione impossibile ... la gente era tutta in strada che si stringeva e si consolava , gli occhi spauriti , il sentirsi impotenti di fronte alla forza distruttiva della natura , la presa di coscienza di chi siano davvero i potenti della terra  ... è stata l'ultima volta che ho dormito da mia nonna ... forse da quel giorno ho smesso di essere un bambino , o forse sono diventato soltanto un bambino diverso , chissà , credo che il momento che segna la fine dell'innocenza di ogni fanciullezza sia quando ci si rende conto che si può morire ... in un attimo si smette di esistere e si inizia a resistere! 

E' Pasqua , a mio avviso gli auguri non sono mai serviti a un cazzo , frasi circostanziali con le quali ci si mette a posto la coscienza ... bè nel caso mi sbagli , non vi augurerò la Buona Pasqua cari amici della blogosfera , tanto non me ne frega quasi un cazzo , sperando in un qualche improbabile valore cumulativo voglio rivolgere i miei auguri di Buona Pasqua tutti , solo a chi ne ha davvero bisogno , e tanto per dire una cazzata ... c'è il montepremi del superenalotto, che è quasi di 40 milioni di euro ... annulliamolo e doniamolo a chi ne ha bisogno in abruzzo ... che assurdità eh!?!?!terremoto


* riley * a' parlat alle 11:07 *
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*lunedì, 06 aprile 2009*


Quando la terra trema.

La prima volta che ho mai sentito nominare la parola "terremoto" avevo sei anni.
Era il 1976 l'anno del disastroso terremoto del Friuli.
Ricordo quelle immagini in bianco e nero: le macerie e le ruspe che ci scavavano dentro e lacrime e donne disperate che parlavano un dialetto incomprensibile, morti e bare messe in fila, un lutto che piccolo quant'ero, non riuscivo a comprendere ma solo a "percepire", come qualcosa di davvero "brutto", talmente brutto che, ricordo ancora, i miei disegni in quel periodo erano tutte raffigurazioni delle macerie e dei lavori di scavo.

Quando un giorno mio fratello, allora un ragazzino di 14 anni, chiese a mia madre "Mamma, tu cosa faresti se viene il terremoto?" E lei rispose "Mammamia, speriamo di no! Mi metterei a pregare la Madonna!" nella mia mente di bambino comparve l'immagine di un grande apriscatole che tagliava il pavimento della stanza in cui giocavo e ci faceva precipitare tutti di sotto.

Nel 1980 avevo dieci anni e frequentavo la quinta elementare. Il sabato 22 dicembre, la maestra ci volle "regalare" una giornata in palestra, per noi bambini fu una festa, visto che non c'andavamo mai. Anzichè studiare, passammo il pomeriggio a giocare ed a fare escercizi. Ricordo che quella fu la prima volta che in vita mia in cui sentii il dolore tipico dell'acido lattico ai muscoli dell'addome.

Il giorno dopo fu una domenica già un pò "tragica" per la mia famiglia. La mia nonna paterna era gravemente ammalata: l'arteriosclerosi si era aggravata notevolmente ed ormai era spesso in coma e si attendeva che da un giorno all'altro se ne sarebbe andata. Anche mio nonno non se la passava bene: gli acciacchi, l'età avanzata (gli ottantanni li avevano passati da parecchio) e lo stress della lunga malattia della moglie, avevano piegato un uomo che in vita sua si sarebbe spezzato volentieri ma mai piegato. Ed infatti così fu, perchè la sua morte seguì di pochi giorni quella di sua moglie che sarebbe avvenuta di lì a poche settimane, il 10 dicembre lei, il 31 lui.

Anche mio padre stette male quella domenica 23 novembre 1980. Erano notti che non dormiva, vegliando al capezzale della madre che viveva a pochi metri da noi. Quel pomeriggio aveva avuto un collasso ed era tornato a casa nostra a riposarsi: per quella notte non avrebbe dovuto vegliare sua madre.
Era quindi il pomeriggio di una domenica di fine autunno: la partita in tivù, ricordo forse un Napoli-Juve, "Novantesimo Minuto", i compiti da fare e da ripassare per il lunedì mattina.

Eravamo tranquilli in quel momento, erano le 19.35: una famiglia numerosa com'erano un tempo le famiglie. La nostra composta dai due genitori, un nonno (il padre di mia madre) e quattro figli, due maschi e due femmine, tutti in una casa non piccolissima ma neanche enorme.
Mia madre come al solito era in cucina, mio padre riposava in camera da letto, mio nonno perennemente sulla sua poltrona, in silenzio, mio fratello studiava (era appena iscritto a medicina), le sorelle leggevano.
Davo le spalle alla finestra quando ormai fuori era buio. La sentii scricchiolare e poi spalancarsi e la mia sedia oscillarmi sotto. Ricordo che guardai spaventato e seccato indietro, cercando di capire se quella peste di mio fratello, stesse architettando l'ennesimo scherzo. Ma no, non riuscivo a capire, "è un mago, ma come fa a muovermi la sedia se è di là?" Capii che non era lui quando all'unisono lui e mia madre urlarono "IL TERREMOTO!!!"

Ci raccogliemmo tutti davanti alla porta della cucina. Ricordo quei momenti al rallenty. Mia madre pregava, piangeva, gridava i nostri nomi a turno quasi per verificare che nessuno sparisse e ci diceva "mettetevi sotto l'arco!" come se in casa avessimo avuto un arco! Al massimo un'architrave, ma non ci stavamo sotto tutti e 7.
Ricordo il rumore di un rombo sordo, con le pareti che scricchiolavano e ondeggiavano, le onde che si creavano nel pavimento, la sensazione di essere su di un autobus e di poter cadere da un momento all'altro. Un autobus di cemento armato, situato al terzo piano le cui pareti sembravano destinate a sbriciolarsi da un momento all'altro.
Ora anche mio padre comparve nel mio ricordo: si era svegliato per il letto che gli oscillava e l'armadio che si era aperto ed ora era lì a cercare di farci tenere la calma "non vi mettete paura! state calmi, ora finisce!". Mio fratello col suo solito sangue freddo, ne approfittò per andare a vestirsi e prendere i suoi risparmi ed organizzarsi il necessario per la fuga.
Io ero spaventato a morte ma la situazione era troppo nuova e scioccante per riuscire ad elaborarla. Nel frattempo qualche bicchiere e qualche quadro cadeva negli armadi e dalle pareti. Il rombo era sempre più forte, così come i cigolii ed i guaiti di tutti i cani impazziti. Un minuto e mezzo, quasi un minuto e quarantacinque secondi... L'infinito. La terra non era più quella cosa stabile che sin da bambino avevo conosciuto. La casa non era più quel nido sicuro.
Appena finita la scossa, scendemmo in strada, mio padre si portò il suocero sulle spalle come Enea Anchise. Ci radunammo ricordo, in uno spazio che costeggiava la ferrovia Cumana ed il ponte formato dai binari che sovrastavano la strada.
Passammo la notte così, con un falò improvvisato. All'epoca non avevamo un'auto. I miei zii portarono le loro ed in una vennero stipati tutti e tre i nonni: la nonna in stato semicomatoso, i due anziani uomini in silenzio, quasi solo infastiditi da tutto ciò. Poi iniziò a calare la notte e mi fecero sedere nella stessa macchina, ricordo che dopo varie ore passate da seduto, i dolori all'addome dovuti allo sforzo in palestra il giorno prima, divennero insopportabili.

Si seppe da chi era risalito con un pò di coraggio a prendere qualche coperta e qualche genere di conforto per i più anziani e si era portato dietro una radiolina a transistor, che l'epicentro era nell'Irpinia e che la scossa aveva raso al suolo interi paesi. Si seppe che anche Napoli era tragicamente colpita e che "c'erano i morti".

Rientrammo in casa solo la mattina dopo e dalla tivù prendemmo coscienza dell'interezza della tragedia.

Da quel giorno son venute meno tante mie certezze, come il fatto che la terra non sia "roccia immobile", che le case sono tutto fuorchè dei "nidi sicuri" e che nella vita ci vuole molta fortuna, soprattutto considerando che l'idiozia e la poca memoria tipica di noi uomini, non ci insegna mai nulla e soprattutto che molte tragedie potrebbero essere facilmente evitate se solo si anteponesse per una volta, l'interesse collettivo al proprio meschino tornaconto personale.

E da quel giorno ogniqualvolta sento la terra tremare (e vivendo in una zona altamente sismica come Napoli, non capita di rado) mi sale il cuore in gola e da quel giorno ogniqualvolta accade una tragedia simile, non posso non rivivere tutta l'angoscia e la tristezza di quei giorni.

Dedicato alle popolazioni ed alle vittime del terremoto dell'Abruzzo.


* Bukaniere * a' parlat alle 18:04 *
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*venerdì, 03 aprile 2009*


"Tutte le persone che porteranno questa Medaglia riceveranno grandi grazie, specialmente portandola al collo"

 

 
"Le grazie saranno più abbondanti per le persone che la porteranno con fiducia”.

Queste sono state le straordinarie parole pronunciate dalla Madonna in occasione delle sue manifestazioni a Santa Caterina Labouré, nel 1830.
Da allora e fino ad oggi, questo torrente di grazie che fluisce dall'eternità verso di noi, non si è mai fermato per tutti quelli che portano con fede la Medaglia Miracolosa.

Queste sono le ragioni che hanno spinto l’associazione Luci sull’Est a dare vita a questa campagna di distribuzione della Medaglia Miracolosa in tutta Italia.

Clicca qui per ricevere la sua Medaglia tramite posta.


* Rosslare * a' parlat alle 12:30 *
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*martedì, 31 marzo 2009*


ma l'avete vista quella pubblicita progresso

di quella napoli ( somigliante alla ciociara)

buttata nella monnezza e salvata dal superb.

non ho parole

giuro che mi offende piu che di tutti

quei special su munnezzopoli


* ladolcetempesta * a' parlat alle 11:08 *
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*giovedì, 26 marzo 2009*


http://www.telesono.it/blogandgo/blog/Blog%20and%20Go2_file/chiuso_per_sfiga.jpg



E' appurato Berlusconi porta sfiga! ... gli indizi ormai sono troppi, non si può più parlare di coincidenze

  • Nel Settembre 2008, dopo pochi mesi dalla sua elezione crollano le borse finanziarie!
  • Perla Pavoncello, la giovane precaria alla quale Silvio Berlusconi in campagna elettorale propose di sposare suo figlio per risolvere il problema del precariato, oggi è una disoccupata.
  • Europei Austria e Svizzera 2008: Italia eliminata dalla Spagna.
  • Il pezzo del petrolio e della benzina schizzano alle stelle come mai si era visto prima.
  • L’economia italiana, da malata che era, diventa moribonda.
  • L’inflazione sale, la paura aumenta, il lavoro diminuisce; le famiglie italiane sono in ginocchio.
  • Alitalia è in crisi profonda. Berlusconi si impegna personalmente: “Ghe pense mi!“. Risultato: Alitalia fallisce!
  • Lehman Brothers, la quarta banca d’affari a livello mondiale, fallisce.
  • AIG, il maggiore gruppo di assicurazioni a livello mondiale, viene salvato in extremis dalla Federal Reserve con un prestito record di 85 miliardi di dollari.
  • L’intera finanza ed economia mondiale sembrano crollare., qualche giorno prima l'annuncio di Berlusconi...Stiamo andando alla grande!
  • Egli annuncia ... 1.000.000 di nuovi posti di lavoro! e... tac! 400.000 disoccupati!....credete di salvarvi voi altri 600.000? Impossibile!
  • Dichiara che Obama è giovane, bello ed abbronzato ed ecco che dopo pochi mesi Obama si mostra visibilmente dimagrito, pallido e la testa imbiancata!

Siete di quelli che non credono a certe faccende e non amano fare scongiuri? Bene...guardiamo un pò indietro ...

Governo Berlusconi II

  • Berlusconi va al Governo e comincia la recessione dopo anni di boom clamoroso e, contro le regole d’oro dell’economia: ovvero in presenza di bassi tassi di interessi e d’inflazione bassissima.
  • 19-22 luglio 2001: si interessa personalmente delle fioriere e dell’organizzazione del G8, e scoppiano moti di piazza e ci scappa il morto. Non accadeva dai lontani anni ‘70…
  • 11 settembre 2001: Attentato alle Torri gemelle di New York.
  • 8 ottobre 2001: il disastro di Linate, con un bilancio finale di 118 vittime. Il più grave incidente aereo mai avvenuto in Italia.
  • Mondiali Corea Giappone 2002: Italia eliminata dalla Corea.
  • Europei Portogallo 2004: Italia eliminata dagli europei.
  • 26 dicembre 2004: tsunami nell’Oceano Indiano: 225.000 morti



* missi * a' parlat alle 11:36 *
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*lunedì, 23 marzo 2009*


snai


* riley * a' parlat alle 10:35 *
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*venerdì, 20 marzo 2009*


Vespettina Stronza!

Alla Torretta il casino era già alto,

Impennavano i tamarri con un salto.

Le auto ed i furgoni delle poste

Ostruivan la strada in doppie soste.

Là in fondo una Vespa era, selvaggia

modificata da Pino, o’meccanico che non s’arraggia;

che nell’officina riparava pure le Guzzi

ancora, mentre teneva gli urli dei guaglioni negli orecchi aguzzi.

Con su la spesa al gomito, vicino ad essa

C’era una madre che veniva giù per la scesa sconnessa:

ma nu guaglione fa o’ cavallo ca Vespettina e pe’ poco nun l’arronza!

“Uh, chi se l’aspettava a stù maronno… Chella mammeta è na Str… 'nza!!!”

 Tu non capivi il suo cenno ed il suo dialetto

“chist’ strunz’ addà fernì tiseco n’copp’ o’ lietto!”

I teng’ otto tra figli e figlie”;

E Giggino  impennando co’ na mano

si rattò tosto le sue biglie.

"Tu che ti senti ai cianchi l’uragano

Tu dai retta a me, ti devi sfrantecare l’ano!

Sul manubrio c’hai la foto e chella burina grulla

e chella str… e’ mammeta ca’ ta vummecato inta na culla!"

Attraversò poi la madre, che diceva ancor più mesta:

<<O Vespettina, Vespettina stronza,

lo so, lo so, non eri tu contro la mia sorte!

Era lui a dar manetta, e tu andavi forte!

Con lui c’eri tu sola a rischiare la mia morte

-  Ma poi nata Smart sorpassando contro vento,

e a crista se pigliaje forte natu spavento;

scetando il basso dalla bocca il morso,

nel cuor veloce tu arrevotasti il Corso:

adagio se ne jette per la sua via,

perché facesse in pace di maleparole una litania…

Immaginava la scarna nuda Vespa daccanto

Al rovinato Viso dello scooterista sfranto.

<<O Vespettina, Vespettina Stronza,

tu che non gli sfrantecasti il viso e le sue corna;

oh! Due parole gliele dovevo pur dire!

Ma chillu ‘gnorante non seppe poi capire.

Tu col parabrezza infranto tra le rampe,

con dentro al faro il fuoco e le vampe,

con negli scarichi l’eco degli scoppi,

seguitasti la via tra gli altri intoppi:

lo riportavi in strada a far gli scippi.

Stava distratta la pattuglia allera

Dei Vigili Urbani vicino alla caffettiera.

<<O Vespettina Vespettina  stronza,

tu che portavi a casa chillu chino e’ corna!

Tu fosti troppo buona e in abbondanza!

Speramm’ ca care, ca schiatta e non arriva manco la

‘Mbulanza!

 Isso ti guarderà con le pupille fise

"Chi fu? Chi è stato? Ata pigliata a' targa?"

Ti voglio dire come…

Ma tu jettalo n’ terra, Dio m’è testimone!>>

Ora i tamarri coi cavalli non frangean più la contrada

Gli infermieri in bianco sul ciglio della strada.

La stradale raccoglieva le lamiere rotte,

scamazzate sotto il rullo delle ruote di un’autobotte.

La madre si destò dal sogno e nel gran silenzio mostrò il dito medio:

Tièèèè!!! T’anna accirere curnuto!!!….

O t’adda venì nu malanno senza rimedio!


 


Pensata in una "tranquilla" mattinata di ordinaria follia napoletana, dove ogni giorno, basta  fare due passi a piedi o prendere l'auto per ricevere insulti, minacce di morte e rischiare persino il linciaggio. Dedicato a tutti gli automobilisti "...onzi"...


* Bukaniere * a' parlat alle 17:31 *
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*martedì, 17 marzo 2009*


 

 

 

"Le nubi avvolgevano due terze parti di quest'ultima sommità...Fumigava da tutte le parti...I vapori erano cosi densi che io non riconoscevo le mie scarpe...lntanto io so almeno quanto sia difficile respirare in tale atmosfera. Il Vesuvio proprio di fronte: la lava corrente, che si vedeva già rosseggiare, essendo il sole da qualche tempo tramontato. cominciava ad indorare il fumo che l'accompagnava; rimbombava la montagna, sormontata da una spessa e immobile nuvola, i cui diversi agglomerati venivano a ogni nuova eruzione solcati come da balene, e rischiarati a rilievo di là fino alla spiaggia una striscia di fiamma e di vapori infuocati; e tutto il resto, il mare e la terra, le rupi e le campagne, visibili nel crepuscolo della sera; in una tranquilla trasparenza, in una magnifica calma."

Johann Wolfgang von Goethe [1787]


* missi * a' parlat alle 10:33 *
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